Uber e la sinistra - Riccardo Grassi

Uber e la sinistra

Uber e la sinistra… tante contraddizioni e poca comprensione del presente!

No, non penso di poter vivere solo di questo, mi hanno dato il tariffario, sono due euro ogni volta che carico un cliente e poi un tot in base ai chilometri e al tempo, più un meccanismo di minimi tariffari. Ma è un’ottima occasione“…

Questo è estratto da un articolo del SecoloXIX. che c’è di male? nulla se non fosse che questo ragazzo, come molto altro, pensa di cercare cose migliori ma intanto di investire tempo e risorse per mantenersi.

Ergo… qual’è la via della sinistra a tutto questo? Mettere insieme le difese sindacali classiche, di difesa dei diritti acquisiti in anni di lotte e al contempo dare speranza a chi un posto non ce l’ha… è difficile… lo è per definizione, perché le esigenze sono completamente diverse.

Io credo che sia assolutamente necessario difendere i lavoratori, quando ci sono di mezzo diritti di pensiero, di organizzazione e dignità delle persone. Mantenere lavoratori e lavorazioni è fondamentale, anche quando si pensa che ciò sia anacronistico, sono li a testimoniarlo Fincantieri e SelexES.

Ma non si può non dare risposte a ragazzi e persone che un posto non ce l’hanno perché non l’hanno mai avuto o perché lo ha perso.

Quindi UBER che c’entra??? Uber è una soluzione che va a riempire un vuoto di mercato (quello del trasporto personale a basso costo), che non sarebbe mai stato riempito dai tassisti, ma che per paura, loro non volevano mollare. Ma Uber è un concetto! dobbiamo liberare le forze delle persone volenterose, semplificando al massimo i processi di formazione delle imprese, diminuendo le tasse nei primi anni, diminuendo al massimo la burocrazia.

La sinistra e il centro sinistra se vogliono difendere i deboli, devono difendere le piccole partite IVA, le piccole imprese, i piccoli imprenditori e valorizzare al massimo gli sforzi fatti per assumere personale nel rispetto delle persone e del lavoro, ma non pensando che se un’impresa ha bisogno di una persona che lavora, significa che guadagna migliaia di euro, spesso le imprese sono costrette ad avere forza lavoro, anche per entrare o mantenere il mercato e combattere contro i grande capitale.

Io penso che la sinistra debba fare la rivoluzione…culturale, al suo interno!

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