I duri hanno due cuori - Luciano Liguabue - Riccardo Grassi

I duri hanno due cuori – Luciano Liguabue

Un quarto alle dieci e Veleno è seduto
da Mario davanti a una grappa e a un posa cicche pieno.
Lo salutano male, forse perché sanno tutto di lui
o, almeno, ne sanno una loro versione.
Una foto di donna gli brucia da dentro la giacca
chiaramente dalla parte del cuore
e la gamba gli duole del peso e del freddo di un cannone
che chissà come è riuscito a trovare.
Non ha tempo né voglia di pregare Dio perché
vuol contare soltanto sul suo dolore, su sei colpi
e infine su di sé
C’è chi ha scelto la donna sbagliata
e forse ha scelto per tutta la vita
altra scelta che ha è a chi farla finita
C’è chi ha scritto bestemmie sul cuore
però i conti per sé li sa fare
e il totale non cambia anche se fa star male.
Però non piange mai
se non è davvero solo
I duri hanno due cuori
col cuore buono amano un po’ di più
I duri hanno due cuori
col cuore guasto
odiano sempre un po’ di più oh
Un quarto alle due e Veleno è seduto
sul ponte sul fiume a vedere la pistola affondare.
Adesso il freddo è reale: è passato alle ossa uscendo per
forza dal cuore.
Di così tanto mondo c’è solo un posto in cui possa tornare
e gli scappa una stra maledizione
sta pensando che la sera dopo darà un cazzotto ad un tipo
che questa sera rideva di lui e si è fatto sentire.
Darà pugni alla porta di camera sua e urlerà
alla sua donna ed al suo amico di fare più piano e sul suo divano
si stenderà
C’è la notte di chi c’ha un amante
e la notte di chi non ha niente
e la notte per forza volenti o nolenti
C’è chi ha perso una brutta partita
però, forse, una fiche gli è restata
e può darsi ci sia un altro giro di ruota
E poi non piange mai
se non è davvero solo
I duri hanno due cuori
col cuore buono amano un po’ di più
i duri hanno due cuori
col cuore guasto odiano sempre un po’ di più oh

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